La crisi greca e il ritorno della Storia

Quelli che la crisi greca è figlia del neoliberismo: qui il neoliberismo non c’entra, c’entra invece semmai una pretesa ordoliberale di implementazione dell’ordine economico attraverso un suicidio assistito della politica, la quale però governa e decide il processo, e rimane in background sempre a controllare il processo stesso. Non c’è niente di più politico in questo, niente di più moderno, niente di più ‘sovranista’. Se posso permettermi una riflessione di filosofia della storia, è chiaro che l’ubriacatura post-sovrana è smaltita, che la Storia che si pensava fosse finita è ricominciata poco dopo l’89 e reclama pesantissimi tributi. Il tempo in cui l’economia si pensava si autoregolasse ha lasciato, come tutte le favole, spazio al ritorno della motrice della storia, la politica. E la politica la fanno, per quanto smembrati, indeboliti, illividiti, gli Stati. Con tutto strumentario vecchio e inservibile del moderno: le elezioni, la rappresentanza, la democrazia. Mi chiedo allora: quale sarà l’evento che farà comprendere che c’è bisogno di un salto dentro un nuovo paradigma che è una negazione/superamento di quello precedente? 

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