Vespa, i Casamonica e i giornalisti-pizzardoni

natale_del_pizzardone1-llcd04wpgp01jhmvt8ac3zzj83678y5e4vxbfl8ml4Ora, io non ho visto l’intervista di Bruno Vespa ai Casamonica. Seguo però su Facebook la polemica tra chi grida ‘vergogna’ e chi dice ‘ha fatto il suo mestiere’. A parte che bisognerebbe capire che mestiere fa il conduttore di una trasmissione che benevolmente potremmo definire di ‘infotainment’, mi stupiscono i commenti dei difensori di Vespa: “ha fatto bene, come quando tizio intervistò caio…”. Come se il punto fosse invitare un personaggio controverso o addirittura dei mafiosi, mettergli un microfono davanti. E invece il punto non è quello. Il punto è il ‘come’. Che domande gli fai, cosa gli chiedi, come li tratti. Gli sorridi? Ammicchi? Gigioneggi? Perché certo che si può intervistare anche il peggiore dei criminali. Ma se è tale, allora bisogna che l’intervista sia condotta con l’etica professionale che e propria del giornalista: fare domande ‘scomode’, cercare di capire la verità. Franca Leosini intervista criminali di ogni risma. Eppure è spietatamente fredda, chirurgica, secca. Da qualche fotogramma circolato sui giornali vedo invece il giornalista di punta della Rai ritratto nel suo sorriso sornione, quello che negli anni ha riservato benevolmente ai vari potenti che sono passati nel suo salotto. Potenti a cui non ha mai torto un capello, a cui non ha chiesto mai niente di scomodo. Il punto è tutto lì: non chi si intervista, ma cosa gli si chiede. E, ormai, anche dove lo si fa sedere, che luci e che vestiti.

Ma questo problema riguarda solo Bruno Vespa? Non direi, poiché ormai qualsiasi ‘salotto televisivo’ (ma in quale dei vostri salotti si invita gente tanto cafona che strilla e strepita e mente, come si fa nei talk show?) è frequentato da una fauna di dichiaranti senza contraddittorio giornalistico. In nessun programma italiano, se non forse dal Santoro dei bei tempi, un giornalista e in grado di controbattere alle dichiarazioni a ruota libera dell’ospite potente di turno. Del resto non dev’essere facile tanti personaggi potenzialmente bugiardi e fare le bucce a tutti, me ne rendo conto. Ma allora perché non fare un altro mestiere? O meglio, perché non lasciare il microfono aperto eliminando l’imbarazzante presenza di un giornalista ridotto a pizzardone?

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